Sul federalismo fiscale, al momento, le notizie sono due: la prima è che il provvedimento, già approvato al Senato (fatto storico), comincerà il 10 febbraio il suo iter alla Camera, dove sarà votato in aula il prossimo 13 marzo. Considerato il tempo trascorso dalle ultime elezioni, meno di un anno, ma anche le emergenze sul tappeto che governo e maggioranza stanno affrontando, prima fra tutte quella economica, se non si tratta di un record poco ci manca. Il fatto è che la Lega Nord, al contrario di altri partiti, non dimentica gli impegni presi, ma li fa propri sino al raggiungimento dell'obiettivo. Così è per il federalismo fiscale. Bene ha fatto, quindi, il nostro Segretario federale Umberto Bossi, ad annunciare che alle prossime elezioni amministrative il Carroccio farà accordi, anche a livello locale, soltanto con chi avrà dimostrato di essere dalla parte del Federalismo. Le due cose, come appare ovvio, non possono essere distinte. Se si vuole essere nostri alleati nelle competizioni elettorali per la guida di Comuni e Provincie, non si può infatti non condividere il nostro principio cardine: cambiare davvero la struttura dello Stato attraverso una maggiore autonomia ai governi locali. Non si tratta di uno slogan, da utilizzare in campagna elettorale, ma è la ragione stessa della nostra battaglia politica. Che non è di tipo ideologico ma, al contrario, quanto di più pragmatico sia stato mai portato avanti nel nostro sistema politico e istituzionale. Per troppi anni, purtroppo, siamo stati abituati a discorsi di tipo ideologico, di destra o di sinistra, che però oggi non hanno più molto senso dinanzi alla riconosciuta necessità di un assetto federale dello Stato non più procrastinabile. Di questo (e veniamo così alle seconda notizia) si sono resi conto anche i dirigenti del Pd coi quali infatti è stato raggiunto un accordo sul provvedimento, che a Palazzo Madama ha portato all'astensione sul voto finale al disegno di legge Calderoli. Ma c'è di più. Le riforme degli ultimi anni sono state già indirizzate nella direzione da noi auspicata. L'aumento dei poteri degli amministratori locali, posto in essere con la riforma Bassanini, ma anche la riforma del titolo V della Costituzione, approvata peraltro proprio dal centrosinistra nel 2001, "obbligano" oggi il Parlamento a completare un quadro normativo altrimenti incompiuto. Che provoca, peraltro, gravi discrasie a tutto il sistema. Basti pensare, per esempio, ai buchi nei bilanci di alcuni Comuni, come quello di Roma o Catania, ai quali si è potuto arrivare perché se è vero che i sindaci hanno già una maggiore capacità di spesa, lo è altrettanto il fatto che oggi non c'è modo di controllare, se non a posteriori (quando cioè a risanare le situazioni critiche deve per forza di cose intervenire lo Stato), se i primi cittadini agiscono da buon padre di famiglia o no. In tal senso il passaggio dalla "spesa storica" a quella "standard", che sta alla base del federalismo fiscale, è la chiave di volta per passare da uno Stato centralista e assistenzialista, tipico della Prima Repubblica, ad un sistema moderno ed efficiente che valorizzi le risorse locali ma, soprattutto, metta gli amministratori dinanzi alle loro responsabilità.
giovedì 29 gennaio 2009
martedì 13 gennaio 2009
50€ PER IL PERMESSO DI SOGGIORNO E' IL MINIMO
Come è normale praticamente ovunque e in misura ben maggiore, la LEGA vorrebbe che anche in italia gli stranieri paghino per avere il permesso di soggiorno, visto che è un servizio che costa parecchio. Del resto perchè noi tutti paghiamo per la carta d'identità e il passaporto mentre gli stranieri non devono pagare il permesso di soggiorno?
C'è da considerare che i comuni del nord, quelli con maggiore problemi di immigrazione, lavorano al 90% solo per loro. E' il minimo chiedergli di compartecipare in piccola parte ai costi derivanti dall'immigrazione, come gli immigrati italiani fanno all'estero... Dove sarebbe il razzismo in questo caso?!!?
Se per questo motivo la LEGA è razzista allora lo sono anche la stragrande maggioranza dai paesi europei. Doveri oltre che diritti!
Visto che i costi per la gestione dell'immigrazione attualmente ricadono sulla fiscalità generale, e quindi sulle tasche di tutti i cittadini del paese, la LEGA NORD ritiene necessario che anche gli stessi immigrati compartecipino e contribuiscano con una piccola parte a queste spese che li riguardano direttamente, come del resto già avviene in misura molto più alta nella maggior parte degli altri paesi europei.
Il Pd e' diventato il partito degli immigrati, ma i suoi deputati sono eletti dai cittadini italiani. Gli immigrati devono avere diritti e doveri, cioe' devono contribuire a sostenere il Paese nel quale lavorano pagando le tasse. In fondo, Francia, Gran Bretagna e Spagna chiedono cifre ben piu' alte che variano da 200 a 365€.
La LEGA NORD ritiene importante difendere il principio di una immigrazione regolamentata e il principio che chi arriva sul nostro territorio debba concorrere alle spese per sostenere i costi dell'immigrazione. E' una battaglia di giustizia che la stragrande maggioranza dei cittadini condivide.
Il PDL si rivela ancora una volta lontanissimo dalla realtà dei cittadini (e dalla volontà del suo stesso elettorato) nonchè incoerente visto che solo qualche mese fa votarono a favore di una norma analoga; la LEGA invece constata ancora di aver tutti i mezzi di informazione contro, consolandosi però del sostegno popolare.
Il PDL e la sinistra penalizzano ancora il nord, visto che i 50€ sarebbero andati ai comuni di residenza degli stranieri che sono soprattutto al nord...
Del resto non ci stupiamo dell'atteggiamento buonista del PDL e, in particolare, di Fini che di "destra" non ha più niente... deludendo ancora una volta gli elettori di AN.
E' evidente ancora una volta come la LEGA NORD agisca con realismo per risolvere problemi concreti, mentre tutti gli altri si tirano indietro per non rischiare di passare per "razzisti".
C'è da considerare che i comuni del nord, quelli con maggiore problemi di immigrazione, lavorano al 90% solo per loro. E' il minimo chiedergli di compartecipare in piccola parte ai costi derivanti dall'immigrazione, come gli immigrati italiani fanno all'estero... Dove sarebbe il razzismo in questo caso?!!?
Se per questo motivo la LEGA è razzista allora lo sono anche la stragrande maggioranza dai paesi europei. Doveri oltre che diritti!
Visto che i costi per la gestione dell'immigrazione attualmente ricadono sulla fiscalità generale, e quindi sulle tasche di tutti i cittadini del paese, la LEGA NORD ritiene necessario che anche gli stessi immigrati compartecipino e contribuiscano con una piccola parte a queste spese che li riguardano direttamente, come del resto già avviene in misura molto più alta nella maggior parte degli altri paesi europei.
Il Pd e' diventato il partito degli immigrati, ma i suoi deputati sono eletti dai cittadini italiani. Gli immigrati devono avere diritti e doveri, cioe' devono contribuire a sostenere il Paese nel quale lavorano pagando le tasse. In fondo, Francia, Gran Bretagna e Spagna chiedono cifre ben piu' alte che variano da 200 a 365€.
La LEGA NORD ritiene importante difendere il principio di una immigrazione regolamentata e il principio che chi arriva sul nostro territorio debba concorrere alle spese per sostenere i costi dell'immigrazione. E' una battaglia di giustizia che la stragrande maggioranza dei cittadini condivide.
Il PDL si rivela ancora una volta lontanissimo dalla realtà dei cittadini (e dalla volontà del suo stesso elettorato) nonchè incoerente visto che solo qualche mese fa votarono a favore di una norma analoga; la LEGA invece constata ancora di aver tutti i mezzi di informazione contro, consolandosi però del sostegno popolare.
Il PDL e la sinistra penalizzano ancora il nord, visto che i 50€ sarebbero andati ai comuni di residenza degli stranieri che sono soprattutto al nord...
Del resto non ci stupiamo dell'atteggiamento buonista del PDL e, in particolare, di Fini che di "destra" non ha più niente... deludendo ancora una volta gli elettori di AN.
E' evidente ancora una volta come la LEGA NORD agisca con realismo per risolvere problemi concreti, mentre tutti gli altri si tirano indietro per non rischiare di passare per "razzisti".
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